#63: C’era una volta un messaggio d’amore

La mattinata inizia presto. La sveglia, il tè, i biscotti, la sigaretta, i libri, qualche messaggio. Fuori fa freddo e dentro non cambia molto, perlomeno c’è il Sole. E nuvolette fumose che fluttuano placide e intoccabili.

Ci siamo quasi. È quasi finita l’agonia. Ho passato la notte a rigirarmi, dormendo a singhiozzo, chissà quante sparate avrò fatto, mi sono persino accorta di parlare. Ma per fortuna è già giorno, le ombre sono andate via e sembra tutto meno incomprensibile.

Mangio un dolce per stemperare l’amarezza. Ma quanto è godurioso il sapore dello zucchero quando l’umore è a un centimetro dal naso di Ade? Credo sia orgasmico quasi. Ti rianima, tipo negromante.

Allora mi decido e digito qualcosa sulla barra di ricerca: job, UK, care giver. Non trovo granché, ma penso bene di contattare il mio migliore amico. Passo mezz’oretta a scambiare messaggi con lui e la sua dolce metà.

Dopo ciò, raggiungo le mie compagne di sventure, a casa di una di loro.

Non presto attenzione al mondo etereo dell’internet, almeno per qualche ora. Ci sono troppi test da compilare, ricordare elementi assistenziali e procedure memorizzate in modo errato – teoria e pratica coincidono solo quando si parla di guanti, ma non quando si passano in rassegna le strutture dentro le quali utilizzarli-, poi le leggi (104-162-5-388… quaterna!), i cartelli blu, il triangolo del fuoco. Anche se, sì, preferirei ritrovarmi magicamente in quello delle Bermuda, sventolata da palme, allietata da mani che massaggiano i miei piedini, mentre sono intenta a sorseggiare, con una bella cannuccia, acqua di cocco direttamente dalla noce. E mettiamoci pure quei buoni 20 kg in meno, una quarta e un miliardo di euro in banca. Se dobbiamo sognare, che sia in grande!

Pranzo e mi metto a letto, quando compare una letterina sulla barra delle notifiche.

Apro e leggo:

Ti dò un bacio e una carezza, ti “sento” sempre, sei sempre con me. A dire la verità, sono parecchio giú per il lavoro che non si trova, per non averti piú vicino, parlare, affrontare le cose insieme. Mi fa male sentirti triste, ma son sicuro che dopo l’esame che farai a dicembre le cose cambieranno in meglio, e il 2019 sarà un bellissimo anno per te, me lo sento nel cuore. Ti penso tanto, in modo molto positivo, in modo da aiutare il tuo cuore, anche se non ci sono, ci sono sempre.

Quanto è bello ricevere amore in modo del tutto casuale e non richiesto?

E allo stesso tempo penso che non è facile sapere di non possedere armi o almeno una bacchetta magica che elargisca scintille di felicità a profusione, per chiunque la meriti.

Ti auguro di trovare il tuo angolo di paradiso, la gioia che hai perso, ma so riacciufferai per i capelli. Non essere triste, vivi un giorno per volta e lascia che tutto sia. In fondo non è da soli che costruiamo i nostri sogni?

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