#13: Contraddizioni di ruolo

Una volta ho…

…sentito un poliziotto (non in borghese) che prestava servizio dire “La Mafia! Io sono a favore della Mafia. La Mafia ha fatto grande lo stato, tutela i cittadini

Siamo sicuri che sia normale avere una divisa del genere addosso e fare certe affermazioni?

ascoltato un commerciante che si lamentava dei clienti perché “entrano e si guardano la roba. Poi non comprano niente!!

visto (con gli occhi di PiccolaPesteBubbonica) una maestra delle elementari intervenire in una scaramuccia tra bambine, esordendo con “Alpha è figlia di un carabiniere, quindi non dice bugie!!” [Omega invece è figlia di un allevatore, quindi è sicuramente bugiarda! (?!)]

sentito il direttore di un centro di accoglienza ammonire un dipendente, dicendogli “Non chiamarli animali (per gli ospiti che alloggiano nel centro e sono, ovviamente, esseri umani), meglio chiamarli bestie… Così non ti capiscono“. Eh! Bisogna stare attenti ai lemmi usati!!

letto donne, in pieno fermento femminista, accusare altre donne di non fare nulla per la società nella quale vivono. (Poi sai che le prime quasi sempre sono figlie di papà, con un lavoro a tempo indeterminato siglato da multinazionali spietate, per le quali ricoprono posizioni da favola e le ultime, invece, si arrabbattano per trovare un lavoro oppure, ancora meglio, lavorano nel sociale).
Ma tu cosa fai per migliorare la società?
“Lavoro per gente  di cui tu non conosci l’esistenza. E che segretamente chiami, con disprezzo, straniero

avuto paura di un uomo che diceva ad una donna “A me non interessa vedere laghi, foreste, montagne quando sono in ferie. E poi questq cosa di visitare le città… Cioè, cosa c’è a Londra che qui nella big-city non possa trovare?! NIENTE! Io voglio scoprire l’America del Sud!! I latini!!”
E la donna, in tutta risposta, fa una domanda alla quale si risponde da sola “Secondo te chi l’ha fondata Londra!? I LATINI
(io pensavo sinceramente che poi sarebbero saltati fuori dalla siepe una telecamera ed un allegro presentatore al grido di “candid camera!!”. No.  Non è successo.)

Pausa caffè.

#12: India, India.

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India, India, quante volte ti ho vista sulla cartina e ti ho sottovalutata.
India terra di santi indiani poeti indiani navigatori indiani.
Gange fiume che ti bagna fiume che ti parla
non vorrai rovinare un cosi’ bel rapporto
lungo il fiume milioni di proseliti
un signore canta una nenia misteriosa…

(Ciao, Elio!)

 

Uno dei miei sogni più grandi è partecipare all’Holi festival

E cos’è l’Holi festival?

Premettiamo che una delle mie passioni è il cinema Bollywoodiano (vi lascio di seguito una delle canzoni che uso per allenarmi, anzi ve ne lascio due: una tratta dal film “Devdas“, l’altra da “Goliyon Ki Raasleela Ram-Leela“).

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#10: Ma che domanda è?

Conosci una persona. Ci parli (chatti/mandi SMS) per un po’ di tempo, diciamo quel tanto giusto per dire a te stess* “ma sì, diamogli/le la sacrosanta opportunità di entrare nella mia vita!“, poi…

Poi, eccola. Arriva la fatidica domanda che ogni ( o quasi) persona fa ad un’altra, solo per capire meglio l’andamento della sua vita o per avvicinarsi ad un livello più sensibile di intimità (credo): “Sei felice?

Quando mi pongono una questione del genere, mi sento pietrificare dentro ed assomiglio in maniera impressionante ad un opossum che adotta la tanatosi per sfuggire all’indecente predatore inquisitore travestito da essere umano curioso.

Ed ora cosa cacchio rispondo?

Essendo la domanda postami una yes/no question, potrei sfoderare il mio miglior inglese, esibendo un emozionante “oh yes, Man!“, tirando avanti come nulla fosse.

Ma se dici “no“, allora succede che il tuo interlocutore/inquisitore si sente autorizzato a farti domande di ogni genere per scoprire la causa della tua “ipotetica” infelicità.

Ma se io, per esempio, non sapessi esattamente come classificare la felicità?

Se dicessi “Ma… Per me la felicità è un attimo” o ” è la sostanza di tutte le cose che mi rendono ricca anche solo perché esistono” o “la felicità è un concetto difficile da sviscerare, mi è impossibile rispondere con yes/no“, temo sforerei in un trattato filosofico ontologico nel quale inserire, a sostegno delle mie strampalate tesi, autori vari ( Sull’essere e sul non essere” ultima fatica filosofico-umanistica di Nero Come La Notte -ammettiamolo, suona proprio fiQo).

Ma la risposta potrebbe anche essere “Discutiamone di fronte ad una tazza di caffè, che ne dici?

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Damian Kłaczkiewicz

#9: Diamo un taglio netto ai rami secchi!

Credi che la tua vita senza certi elementi non abbia senso?

Provi un senso d’angoscia ogni qual volta il tuo telefono resta muto per giorni?

Hai mai avvertito uno strano fastidio quando i tuoi “amici” si mettono in contatto con te solo per utilizzarti come degno rimpiazzo?

“Essi” si fanno vivi esclusivamente per raccontarti:

1. Quanto sia figa la loro vita
            o

2. Quanti problemi non riescano ad affrontare, piangendosi puntualmente addosso e cercando il tuo totale appoggio?
E tutto questo senza chiederti MAI
(nemmeno quando hai la febbre più aggressiva della storia e pensi di aver contratto l’ebola mutante) come ti senti, quasi fosse un tabù oppure semplicemente perché di te gli interessa meno che della suola delle proprie scarpe?

Allora fai come me!
Dai un taglio ai rapporti pesanti, appassiti, inutili con un bel colpo di forbici!
Lascia cadere nell’oblio quel che ti fa soffrire, che ti toglie il sorriso o che ti procura stati d’animo negativi!

Ora, bando alle ciance
Quest’anno ho avuto modo di riflettere sulla veridicità dei miei strani rapporti d’amore e d’amicizia e, no, non ho raggiunto nessuna conclusione sensata.

Più che altro, osservando in modo distaccato i legami che intercorrono tra i singoli o tra i gruppi, ho potuto notare un latente distacco, un velo che divide l’uno dall’altro in un modo che appare indefinibile, ma è in realtà preciso.
L’insieme dei rapporti è relegato ad una grande bolla formata da piattaforme “social“, che di social hanno solo il nome!

Tra me e te
, a veder bene, c’è di mezzo un “mediatore“, che mi sottrae dal doverti guardare negli occhi mentre parlo/i, dal dover(ti) ricevere(trasmettere) la tua(mia) energia, mi esime dal viverti fattivamente, dal sentire la tua voce inondare la mia testa.
Mi dispensa dall’esprimere me stessa (nel bene o nel male), infine, di fronte ad una persona che, per quanto diversa, riconosco come mia simile.

Attraverso i social, poi, ognuno mostra solo una parte di sé, ovvero la “porzione” ritenuta migliore, nella quale vorremmo che gli altri ci identificassero!

Si arriva a sentirsi in dovere di indossare continuamente una o più maschere, per ovviare alle nostre insicurezze più radicate. Ma così facendo, molte delle nostre tonalità vanno disperdendosi o modificandosi.
Ed i rapporti diventano un agglomerato indistinto di gesti e parole artefatti.

Il detto lo dice (appunto!):
Meglio soli che mal accompagnati

Se è vero che a volte il problema siamo noi, è altrettanto vero che certe altre lo siano gli altri. Già farsi un esame di coscienza ci porta di un passo più vicini alla consapevolezza!

Ed ora, caffè! Beviamo assieme? ;3

#2: PiccolaPesteBubbonica ha ereditato il “tempismo” di mammà.

Cosa stavo dicendo?
Ah, sì.

I documenti. Ora è il turno di PiccolaPesteBubbonica. Ebbè, ti pare mica che a meno di un mese dalla scadenza sia tutto al proprio posto? No, certo che no!
Quindi mi arriva un’altra e-mail che dice più o meno così:
Distinta Nero,
ci scusi davvero se, prima di questo momento, di compilare i documenti di PPB non ce n’è potuta fregare una mazza chiodata. Le andrebbe di compilare tutti questi form, mettere crocette (non troppo a caso) qui-qui-e-qui, mandarci la documentazione che attesti che questa mocciosetta sia davvero stata messa al mondo con dolore da lei?
La preghiamo di essere celere, il tempo stringe.
A risentirci

Non basta la pressione, il caldo, la stanchezza, la già poca voglia di vivere che pervade ultimamente il Nerdy e me.
Mi ci mancavano gli intoppi dell’ultimo quarto d’ora. Ed è ancora tutto incerto!

Aaaah, in certi momenti un caffè non basta, ma di certo ti tira davvero su il morale

Ce la faranno i nostri eroi?

 

coffee-galaxy

#0 : “Indirizzo errato”.

<<Eccoli! Sono arrivati! Guarda, il tracking dice in consegna alle 09:08. >> dico al quasi-marito-Nerd.

Anche lui non sta nella pelle ma, essendo un pacato uomo d’altri tempi, preferisce non esultare in maniera eccessiva come sta facendo (avevate dubbi?) la sottoscritta.
Dal mio fanta-lavoro tengo sott’occhio il sito delle poste italiane (esattamente qui) durante il resto della mattinata. Facendo conto che il pacchetto, un plico di dodici sottili e agognati fogli A4 compilati dall’Ufficio immigrazioni del Paese-di-laggiù, sarebbe arrivato nel primo pomeriggio, decido di non schiacciare la consueta pennichella.

Si fa tardi, non posso aspettare oltre, ho un appuntamento con un amico alle 18, così Nerdy ed io decidiamo di uscire <<perché ormai il pomeriggio è andato, il corriere non passerà proprio ora…>>

Come non detto! Il corriere è passato esattamente nel lasso di tempo in cui mancavamo. Ma dico io, si può nella vita avere un tempismo così preciso?!
Ecco, sì, voglio confessarvi che alla Nero succede questo e molto (molto) più di questo!

Ovviamente il corriere SDA non ha trovato la nostra discreta dimora, pertanto quando ricontrolliamo il sito delle posteitalianeh, immettendo il codice, ecco cosa salta fuori:

 

posteit

 

ora vorrei che immaginaste la MIA faccia.

No, avete ragione, è inimmaginabile!

<<Non preoccuparti, domani andiamo all’ufficio di via piccioniviaggiatori, risolveremo tutto>> dice il Nerdy, senza sortire in me alcun effetto rassicurante. Vabbene, dico a me stessa più che a lui, vabbene.

Passiamo le nostre otto ore lavorative notturne (sì, l’uomo in arancione ed io ci conosciamo grazie al fanta-lavoro) a fare congetture sulla posizione del nostro miserrimo – ma solo per questioni di peso in grammi – pacchetto.

Voglio che teniate in considerazione qualche fattore:

   A.    Sono una donna molto esigente e spesso mi capita di volere tutto-subito-anzi-prima-di-subito-lo-voglio-ORA!
B.    Il ciclo a sto giro ha saltato il turno a causa della mia febbre ostinata di Luglio.
C.    Posteitalianeh ha degli uffici così piccoli e stipati di gente, che ti viene l’orticaria al sol pensiero di doverci mettere piede di prima mattina, senza aver chiuso occhio la notte.
D.    L’uomo in arancione ha una tale flemma che se Gesù fosse vivo (o mai esistito) farebbe scolpire lui un mezzobusto da venerare (il che la dice lunga, pensate alla distruzione del tempio… Gesù ci ripenserebbe dopo aver conosciuto Nerdy).

 

Ecco cosa accade la mattina seguente, ovvero oggi.

Nerdy e la Nero si appropinquano verso l”ufficio di via piccioniviaggiatori e, una volta giunti,  scoprono che per ritirare un pacco si deve fare una fila senza numero (?), quando ovviamente loro avevano perso un’ora in coda con biglietto P020 (pacchi e spedizioni, grazie). Allo sportello il gentilerrimo uomodellenevi gli dice che il piccolo plico NON è presente nel database, ma bisogna SVINCOLARLO chiamando il numero verde 803160 (da rete fissa) o 199100160 (da rete mobile).

Dopo innumerevoli tentativi ed operatori telefonici sbigottiti, ci dicono che l’indirizzo risulta errato (l’abbiamo capito, signor Giudice, lo giuro!), così il Nerdy gliene fornisce uno nuovo di zecca affinché il nostro agognato mazzo di docs ci raggiunga, con buona pace nostra e delle poste.

La Nero, come tutte le donne-rompicoglioni-della-terra, non si fida nemmeno un po’ delle agenzie-ed-istituzioniitalianeh e continua a svalangare il Nerdy di domande, lamentele, imprecazioni arzigogolate ed insopportabili piagnistei.
Va avanti per due ore, finché l’uomo in arancione non si decide ad andare anche all’ufficio postale del paesello industriale, nel quale trova un grazioso colletto bianco che gli consiglia di tornare nella big city ed andare direttamente all’SDA.

E fu così che i nostri eroi poterono stringere tra le dita incerte il beneamato cartoccio da ben 3 libbre!

… Pensavate fosse finita qui l’epopea, eh? Ebbene, no.

<<Porcadiunazozza, Nerdy, ma come è possibile che l’Ufficio immigrazioni del Paese-di-laggiù abbia potuto scrivere che il posto in cui sono nata ed il posto in cui risiedo sia il BRASILE!? Non posso andare dai BossDiPaeseDiLaggiù con ‘ste carte fallate>>.

Ora passerà un altro mese; per allora conto di aver in mano dei documenti CORRETTI ed un ciclo mestruale regolare.

Va be’, sogno troppo.

[ Quando il vostro pacco, o plico o qualsiasialtracosa, specie se da mittente internazionale, viene affidato a poste italiane, ricordate che viene dato in carico all’SDA centrale della città più vicina al vostro comune.
Quindi, dopo aver chiamato il numero verde ed aver avvisato dell’errore, recatevi allo sportello SDA.
]