#56: Il Diario di una futura OSS (di parole d’incoraggiamento e altre amenità)

Avevo scritto un pezzo lunghissimo, ma il demonio ha deciso di cancellarlo senza darmi preavviso, per cui mi devo ingegnare a digitarlo per la seconda volta, stravolgendolo del tutto.

Partiamo dalla descrizione dell’uomo avvolto dalle tenebre, 35enne di un paese limitrofo al mio, cominciando dal suo aspetto fisico: alto come me, quindi basso 160 cm, più o meno, capello biondo sistemato alla Wolverine, occhio scuro, faccina dolce, simpatica, un po’ da roditore. Caratterialmente è uno scrigno chiuso ad una mandata, ha picchi di acume cinico proprio di chi è stato perculato tutta una vita e quando sorride lascia trasparire quella dolcezza nostalgica, il bisogno del ritrovarsi con persone simili. Ce ne fossero… È mio collega di tirocinio e siamo capitati nello stesso inferno disorganizzato e improbabile che è il nuovo reparto di assegnazione.

Mi segue in scia, passando per l’ascensore della biancheria sporca, e impara le nuove regole per diventare un fantasma dentro il grande stabile ospedaliero.

Ho girato per ore tutti i corridoi, al fine di trovare buchi dove potermi infilare e sfuggire rapidamente all’afa insopportabile che ti imperla l’ascella, facendola commuovere.

Tolte queste innocenti nefandezze, lui ed io potremmo diventare un’ottima squadra, anche per quanto riguarda il lavoro manuale. Di fronte ai pazienti, infatti, l’uomo delle tenebre diventa un pezzo di cuore molle ed è grazie a questa sua qualità, a questa sua mutevole sensibilità, che pazienti e parenti si prodigano in complimenti e parole incoraggianti. “Ce ne fossero di più persone come voi!“, “Siete angeli; io sono vecchia e non riesco a farlo da sola. Che Dio vi benedica” (su quest’ultima battuta ho sentito delle lingue roventi fiammeggiare sotto i piedi, ma va be’…), “Speriamo che vi assumano presto” (eh!!!)…

Non ho altro nella vita, oltre la PPB, che mi renda tanto felice, quanto il tirocinio. Esco dalle porte scorrevoli e sento di aver fatto la differenza per qualcuno e vicendevolmente questo qualcuno ha colorato la mia giornata, insegnato qualcosa e forse reso una persona migliore.

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12 risposte a "#56: Il Diario di una futura OSS (di parole d’incoraggiamento e altre amenità)"

      1. Notte come il Caffè ristretto (che amo)
        Onestamente ti dico: Non sei per nulla insicura, sostanzialmente sei libera dentro dei condizionamenti, e magari fai immaginare una veste troppo stretta. Notte già stiamo parlando di bellezza ………………. Percepire e Sentire ………. non credi?

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      2. Notte
        Perchè l’indossi? qualcuno ti punta un arma a minacciarti ……… non credo propio, l’indossi perchè ti fa comodo, ecco perchè la tua insicurezza vine strumentalizzata, da chì? e perchè?
        Scusami se ti ho spaventato con questi due termini.
        Amo la notte
        ed amo il caffe ……….. solo ristretto 🙂

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