#2: PiccolaPesteBubbonica ha ereditato il “tempismo” di mammà.

Cosa stavo dicendo?
Ah, sì.

I documenti. Ora è il turno di PiccolaPesteBubbonica. Ebbè, ti pare mica che a meno di un mese dalla scadenza sia tutto al proprio posto? No, certo che no!
Quindi mi arriva un’altra e-mail che dice più o meno così:
Distinta Nero,
ci scusi davvero se, prima di questo momento, di compilare i documenti di PPB non ce n’è potuta fregare una mazza chiodata. Le andrebbe di compilare tutti questi form, mettere crocette (non troppo a caso) qui-qui-e-qui, mandarci la documentazione che attesti che questa mocciosetta sia davvero stata messa al mondo con dolore da lei?
La preghiamo di essere celere, il tempo stringe.
A risentirci

Non basta la pressione, il caldo, la stanchezza, la già poca voglia di vivere che pervade ultimamente il Nerdy e me.
Mi ci mancavano gli intoppi dell’ultimo quarto d’ora. Ed è ancora tutto incerto!

Aaaah, in certi momenti un caffè non basta, ma di certo ti tira davvero su il morale

Ce la faranno i nostri eroi?

 

coffee-galaxy

#1: Del perché sono su Facebook sotto mentite spoglie (Ssssh!)

Once upon a time there was a sweet little girl. Everyone who saw her loved her.

C’era una volta una dolce piccola donna (che noi chiameremo la Nero), tutti quelli che la incontravano finivano con l’innamorarsene perdutamente.
MA ANCHE NO, grazie!

Questa è la storia di come gli stalker hanno infestato la mia vita nell’ultimo anno (e di come Nerdy volesse prima scovarli con metodi degni di un giocatore di softair – quale lui è-, poi materialmente eliminarli dalla faccia della terra, architettando qualcosa di atroce ed estenuante).

Partiamo subito dal

  • SOGGETTO N.1: il milite ignoto.

No, non è risorto dalla tomba ed arrivato a noi, dal 1918, come un vagante in puro stile Pet Sematary.
È piuttosto un uomo in divisa di circa quaranta/quarantacinque anni, con moglie e figli a carico. Uno di quelli che già dopo il primo figlio, aveva ponderato la possibilità di troncare con sua moglie perché stufo del menage fami(g)liare, della routine quotidiana, del sesso sempre piatto, della lavastoviglie col filtro sporco, del cane da portare a far la passeggiatina notturna per fargli vuotare intestino et vescica (o come si dice da queste parti “scende il cane a pisciare”).
Uno di quelli che, siccome la vita di coppia è uno schifo, “proviamo a risanare il rapporto con un altro figlio ed un altro ancora (sino a raggiungere un numero ennesimo, che a noi non è dato sapere)”, col risultato di ammazzare anche l’ultimo, remoto barlume di speranza rimasto.
Agisce contattandoti tramite facebook, anche se potrebbe fermarti di persona dato che lo vedi quotidianamente, facendo domande stupide, poi cercando di tastare il terreno credendo di giocare a “campo minato”. Chiede appuntamenti informali con tono innocente, tipo: <<ci facciamo un caffè? Un bicchiere di vino?>>, con l’unico scopo di guardarvi il culo come se fosse l’ultima fetta di torta del Cafè Sacher di Vienna.
Dissemina le vostre foto di “I like”, appesta ogni vostro pensiero con un commento inutile come “bellissimo” intendendo in realtà “sei bellissima”, lanciandosi prontamente in una chat della quale non ve ne facevate nulla prima, figurarsi DOPO, dichiarandosi appassionato al vostro essere. In qualsiasi forma esso (il vostro essere, dico) compaia in questo lembo di terra.

Ok. Grazie. Però basta.
Dopo innumerevoli <<disturbo? Sai io e mia moglie non facciamo patapimpatapam, non ci si diverte, non si legge, non si guarda il mare, non si respira, non si parla, non si fa altro che litigare>>, ripetuto in loop per mesi, alla mia legittima domanda <<perché non la lasci?>>, la risposta è <<NON E’ FACILE>>.

Ho capito, quindi? Quindi in sostanza quello che vuole il milite ignoto sei TU, proprio TU, sempre TU, nient’altro che TU.

Arma usata: so chi è tua moglie.

  • SOGGETTO N. 2: il mutaforma.

È un tipo davvero carino. I suoi modi sono gentili, ti insegna la sua lingua (perché devi sapere che il mutaforma è straniero. Non uno straniero qualunque, lui ti insegna l’urdu!), ti invita a bere un caffé, ti fa assaggiare il roti, ti parla della sua religione e, nonostante appaia lievemente invasato con quest’ultima, conquista la tua fiducia. Vi scambiate numeri di telefono, indirizzi dei social, email.

Dopo mesi di chiacchiere e qualche coccola, che secondo la tua cultura si riterrebbe abbastanza innocente, il mutaforma comincia con le avances. Le quali vengono puntualmente respinte, con la classica delicatezza che contraddistingue noi donne della generazione X.

Il mutaforma non tollera che i “no” provengano dalla bocca di una donna, come la definisce lui, occidentale, allora decide di diventare sempre più pressante, presente. Quando ti giri senti il suo alito sul collo, i suoi occhi sulle spalle.
Le sue gentilezze continuano, ma si alternano in modo sempre più veloce ad insulti di vario genere, minacce di violenza.
Sei costretta a parlare con poliziotti, ufficio immigrazioni, Nerdy, parentado, amici e colleghi, cosicché tutti sappiano.

Il mutaforma è capace di incontrare qualcuno che conoscete entrambi e parlare bene di te, giusto per farti “arrivare il messaggio”.

L’unico modo per liberarsene, oltre a denunciarlo, è IGNORARLO, bloccandolo da/con qualsiasi mezzo.

Arma usata: ti denuncio.

  • SOGGETTO N.3: La donna che si finge uomo.

Hai presente catfish? Se sì, sei già arrivat* pienamente al concetto di cui vorrei parlare. Se non hai mai visto questo programma, be’, dovresti!

Attacca con complimenti di vario genere, sforando nell’irreale. Ti racconta una storia che sfiora il melodrammatico, con accessi da commedia comica di serie Z. Si spaccia per un uomo/donna. Il suo affacciarsi nella tua vita si protrae per giorni, mesi, a volte anni.
Spesso sembra avere l’alzheimer perché, inventandosi tutto e non avendo una memoria di ferro, cade in contraddizioni ilari!
Finché un giorno il grillo parlante non ti sussurra che qualcosa davvero non va, ti armi di coraggio e, come Nev e compagno, ti lanci in una ricerca incrociata assurda, scoprendo chi si celi realmente dietro quella falsa identità.

Arma usata: so chi sei.
Ora, essendomi creata un account con nome+cognome palesemente fittizi, posso PRIMA DI TUTTO seguire cosa/chi realmente m’interessa, senza che qualcuno si offenda vedendo la propria richiesta di amicizia rifiutata o decida di eliminarl* – previo avviso – dai contatti o scriva qualche mia opinione politically incorrect. DOPO DI TUTTO, posso circolare su facebook senza dover necessariamente scambiare le mie idee, perle di filosofia, canzoni, citazioni di libri, foto dei pasti, di gatti, di cani, di bambini morti (possibilmente in modo cruento, altrimenti i “I like” non salgono abbastanza sulla pagina), di veganicontrocarnivoricontrofruttarianicontroentomofagi o semplicemente posso farlo senza che qualcuno si senta ferito nell’intimo.

PER TUTTO IL RESTO, c’è il blog.

#0 : “Indirizzo errato”.

<<Eccoli! Sono arrivati! Guarda, il tracking dice in consegna alle 09:08. >> dico al quasi-marito-Nerd.

Anche lui non sta nella pelle ma, essendo un pacato uomo d’altri tempi, preferisce non esultare in maniera eccessiva come sta facendo (avevate dubbi?) la sottoscritta.
Dal mio fanta-lavoro tengo sott’occhio il sito delle poste italiane (esattamente qui) durante il resto della mattinata. Facendo conto che il pacchetto, un plico di dodici sottili e agognati fogli A4 compilati dall’Ufficio immigrazioni del Paese-di-laggiù, sarebbe arrivato nel primo pomeriggio, decido di non schiacciare la consueta pennichella.

Si fa tardi, non posso aspettare oltre, ho un appuntamento con un amico alle 18, così Nerdy ed io decidiamo di uscire <<perché ormai il pomeriggio è andato, il corriere non passerà proprio ora…>>

Come non detto! Il corriere è passato esattamente nel lasso di tempo in cui mancavamo. Ma dico io, si può nella vita avere un tempismo così preciso?!
Ecco, sì, voglio confessarvi che alla Nero succede questo e molto (molto) più di questo!

Ovviamente il corriere SDA non ha trovato la nostra discreta dimora, pertanto quando ricontrolliamo il sito delle posteitalianeh, immettendo il codice, ecco cosa salta fuori:

 

posteit

 

ora vorrei che immaginaste la MIA faccia.

No, avete ragione, è inimmaginabile!

<<Non preoccuparti, domani andiamo all’ufficio di via piccioniviaggiatori, risolveremo tutto>> dice il Nerdy, senza sortire in me alcun effetto rassicurante. Vabbene, dico a me stessa più che a lui, vabbene.

Passiamo le nostre otto ore lavorative notturne (sì, l’uomo in arancione ed io ci conosciamo grazie al fanta-lavoro) a fare congetture sulla posizione del nostro miserrimo – ma solo per questioni di peso in grammi – pacchetto.

Voglio che teniate in considerazione qualche fattore:

   A.    Sono una donna molto esigente e spesso mi capita di volere tutto-subito-anzi-prima-di-subito-lo-voglio-ORA!
B.    Il ciclo a sto giro ha saltato il turno a causa della mia febbre ostinata di Luglio.
C.    Posteitalianeh ha degli uffici così piccoli e stipati di gente, che ti viene l’orticaria al sol pensiero di doverci mettere piede di prima mattina, senza aver chiuso occhio la notte.
D.    L’uomo in arancione ha una tale flemma che se Gesù fosse vivo (o mai esistito) farebbe scolpire lui un mezzobusto da venerare (il che la dice lunga, pensate alla distruzione del tempio… Gesù ci ripenserebbe dopo aver conosciuto Nerdy).

 

Ecco cosa accade la mattina seguente, ovvero oggi.

Nerdy e la Nero si appropinquano verso l”ufficio di via piccioniviaggiatori e, una volta giunti,  scoprono che per ritirare un pacco si deve fare una fila senza numero (?), quando ovviamente loro avevano perso un’ora in coda con biglietto P020 (pacchi e spedizioni, grazie). Allo sportello il gentilerrimo uomodellenevi gli dice che il piccolo plico NON è presente nel database, ma bisogna SVINCOLARLO chiamando il numero verde 803160 (da rete fissa) o 199100160 (da rete mobile).

Dopo innumerevoli tentativi ed operatori telefonici sbigottiti, ci dicono che l’indirizzo risulta errato (l’abbiamo capito, signor Giudice, lo giuro!), così il Nerdy gliene fornisce uno nuovo di zecca affinché il nostro agognato mazzo di docs ci raggiunga, con buona pace nostra e delle poste.

La Nero, come tutte le donne-rompicoglioni-della-terra, non si fida nemmeno un po’ delle agenzie-ed-istituzioniitalianeh e continua a svalangare il Nerdy di domande, lamentele, imprecazioni arzigogolate ed insopportabili piagnistei.
Va avanti per due ore, finché l’uomo in arancione non si decide ad andare anche all’ufficio postale del paesello industriale, nel quale trova un grazioso colletto bianco che gli consiglia di tornare nella big city ed andare direttamente all’SDA.

E fu così che i nostri eroi poterono stringere tra le dita incerte il beneamato cartoccio da ben 3 libbre!

… Pensavate fosse finita qui l’epopea, eh? Ebbene, no.

<<Porcadiunazozza, Nerdy, ma come è possibile che l’Ufficio immigrazioni del Paese-di-laggiù abbia potuto scrivere che il posto in cui sono nata ed il posto in cui risiedo sia il BRASILE!? Non posso andare dai BossDiPaeseDiLaggiù con ‘ste carte fallate>>.

Ora passerà un altro mese; per allora conto di aver in mano dei documenti CORRETTI ed un ciclo mestruale regolare.

Va be’, sogno troppo.

[ Quando il vostro pacco, o plico o qualsiasialtracosa, specie se da mittente internazionale, viene affidato a poste italiane, ricordate che viene dato in carico all’SDA centrale della città più vicina al vostro comune.
Quindi, dopo aver chiamato il numero verde ed aver avvisato dell’errore, recatevi allo sportello SDA.
]