#19: Settembre!

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Settembre è decisamente il mio mese.

Segna la fine dell’estate, del caldo torrido e soffocante, delle code chilometriche sulla statale per andare al lavoro (maledetti turisti!!), le spiagge diventano piano piano meno affollate, il Sole si allontana dalla volta con fretta maggiore, i colori tutt’intorno cambiano e diventano una poesia per gli occhi.

Per fare due passi fuori, la notte ci si mette sopra una giacchina, sebbene quest’anno di maniche corte ne abbia viste ben poche; ho persino dormito col piumone per tutto Agosto… 

Da bambina, Settembre era il mese dei saluti e delle amicizie lontane, si ricominciavano a scrivere le lettere (con carta e penna, niente e-mail!), si andava nelle cartolerie – che profumavano di quaderni nuovi ed inchiostro – a comprare tutto il necessario per affrontare il nuovo anno scolastico e si aspettava con ansia di incontrare nuovamente certi compagni che non si vedevano dalla fine della scuola.

L’odore della terra e dell’erba bagnata, che proveniva dal cortile dietro camera mia, mi ricordava che era proprio giunto il momento di tornare sui libri e, no, per me non era affatto un sacrificio, anzi!

Settembre si porta dietro un po’ di magia e tanti solitari ricordi, lontani nel tempo, capaci di stringermi il cuore.

Ma non voglio parlarvi delle mie fantasie, delle stelle, della malinconia di cui sono facile preda (in questo periodo), voglio solo augurarvi un buon inizio.

Si ricomincia!

#18: Sono Vergine

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OK, OK.

Sono vergine.
E non come la Madonna (altrimenti PiccolaPesteBubbonica da che pertugio sarebbe potuta uscire?).
E non guardatemi così! Non ho mica detto che vi contagerò la mia bellezza e simpatia per osmosi, eccheccavolo.

Al contrario di tutte/i le/i vergini di questo mondo, sono disordinata, pigra e mi lascio spesso andare.
Però, però, però… Quando attacco col riordinare, organizzare e pulire riesco a sfociare nell’essere maniacale.
E guardando la TV spenta (che abbiamo quasi come soprammobile), oltre allo sfavillio, potreste cogliere la vostra immagine riflessa a colori.

Sono razionale, attorno a me vorrei solo persone concrete e sincere, ma quando sogno – e lo faccio, accidenti se lo faccio- è sempre in grande.
Adoro l’arte visiva, sono affascinata dalla vita degli artisti che sono spesso sognatori o critici della realtà, di cui colgono le ambiguità e le crepe.
Di alcuni mi spaventa (ed attrae) la spiccata sensibilità che, talvolta, scade nell’egoismo e nell’egocentrismo.
Mio padre è musicista (non di professione) e quando ho potuto ho evitato, come si scansano gli appestati, i musicisti. Sarà che ne ho incontrato di volubili e pieni di sé, ma il massimo che sono riuscita a concedere loro è un’amicizia, nemmeno così solida.
Sto divagando.

La contraddizione, l’inquietudine, la sincerità, l’onestà, il cambiamento, l’amore per lo studio mi appartengono e mi tormentano.

Penso costantemente e sto attenta ai dettagli, anche piccoli e che per altri sono infinitamente idioti.

Pretendo il giusto e solo quello che mi è dovuto.

Sono una polemica di prim’ordine. Sto imparando a smettere. Ma è un tunnel, tipo quello della ddddroga!

Prendere prendere prendere e ancora prendere. Ma anche dare e dare a braccia e cuore larghi, senza MAI aspettarmi niente in cambio.

Mi piace l‘eleganza che non sia ostentata.

Una carezza? No, grazie. Preferisco una critica che mi rimetta in discussione anche in minima parte.

Sono romantica in modo anormale.
Trovo più intima una serata in pijiama di fronte ad un film horror (così che possa importunare Nerdy deliberatamente), che una cena a due in un ristorante, in mezzo a centomila sconosciuti che blatterano sulle loro cose. Con un questo sto non intendo dire che non mi piace mangiar fuori, solo che non mi pare poi così romantico.

Cuore =/= amore
Amore = testa, impegno, pazienza, progetti, liti, rappacificazioni, coccole, comprensioni e, perché no, perdersi -pur stando insieme- per ritrovarsi e tante altre cose.

Non so con quali segni la vergine non vada d’accordo, sicuramente so che Toro non è esattamente affine perché si muove in maniera differente (non chiedetemi quale).

E sto con un toro. Toro, capito?

#10: Ma che domanda è?

Conosci una persona. Ci parli (chatti/mandi SMS) per un po’ di tempo, diciamo quel tanto giusto per dire a te stess* “ma sì, diamogli/le la sacrosanta opportunità di entrare nella mia vita!“, poi…

Poi, eccola. Arriva la fatidica domanda che ogni ( o quasi) persona fa ad un’altra, solo per capire meglio l’andamento della sua vita o per avvicinarsi ad un livello più sensibile di intimità (credo): “Sei felice?

Quando mi pongono una questione del genere, mi sento pietrificare dentro ed assomiglio in maniera impressionante ad un opossum che adotta la tanatosi per sfuggire all’indecente predatore inquisitore travestito da essere umano curioso.

Ed ora cosa cacchio rispondo?

Essendo la domanda postami una yes/no question, potrei sfoderare il mio miglior inglese, esibendo un emozionante “oh yes, Man!“, tirando avanti come nulla fosse.

Ma se dici “no“, allora succede che il tuo interlocutore/inquisitore si sente autorizzato a farti domande di ogni genere per scoprire la causa della tua “ipotetica” infelicità.

Ma se io, per esempio, non sapessi esattamente come classificare la felicità?

Se dicessi “Ma… Per me la felicità è un attimo” o ” è la sostanza di tutte le cose che mi rendono ricca anche solo perché esistono” o “la felicità è un concetto difficile da sviscerare, mi è impossibile rispondere con yes/no“, temo sforerei in un trattato filosofico ontologico nel quale inserire, a sostegno delle mie strampalate tesi, autori vari ( Sull’essere e sul non essere” ultima fatica filosofico-umanistica di Nero Come La Notte -ammettiamolo, suona proprio fiQo).

Ma la risposta potrebbe anche essere “Discutiamone di fronte ad una tazza di caffè, che ne dici?

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Damian Kłaczkiewicz