#17: Horror time!

Cercavo da qualche tempo un filmetto horror leggero, di quelli che non fanno troppa paura, che non ti fanno venire un infarto ogni quaranta secondi, insomma qualcosa da guardare prima di fare la nanna e, sapete, l’ho trovato!

Si chiama “The Penny Dreadful picture show”

Penny vive in un vecchio cinema assieme ai suoi due amici Ned, uno zombie, e Wolfboy, un licantropo.

Ned indossa una divisa rossa che ricorda quella di un bigliettaio del circo o dei cinema di qualche decade fa o di un facchino di un grande hotel, il suo viso è tumefatto ed è (non troppo segretamente) innamorato di Penny.

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Wolfboy indossa una divisa da aviatore anni ’40 e mi fa sovvenire alla mente quelle scimmiette agghiaccianti, alle quali si dava la carica con la corda o la chiavetta, che impugnavano un tamburello o dei piattini dorati, fortemente in voga nel secondo dopoguerra.

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(Ricorda anche a voi questa?

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Cavolo per me è u-g-u-a-l-e!!)

Penny è una bambolina di porcellana meravigliosa. Il suo costume è tutt’altro che scontato, nonostante sia iconograficamente rispondente ad una certa immagine di giocattolo horror. Per certi versi mi ricorda un po’ Emilie Autumn: il rosso dei capelli ed il contrasto con le vestì lacere (che prima o poi si macchieranno di sangue).

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La produzione di questa antologia horror è indipendente e la regista, Eliza Swenson, è anche la presentatrice dei tre episodi che compongono il film.

Il cortometraggio di apertura, che verrà ripreso anche sul finale, è intitolato “taglio nella scatola” (slash in the box), è brevissimo e non si fa in tempo nemmeno a provare un brivido, che già si conclude.

Il secondo s’intitola “Il mattino dopo” (The Morning After) racconta una storia soft di lesbismo vampirico. Secondo me sono molto ben curati gli ambienti e gli abiti, per non parlare della collocazione temporale e della scelta dei colori.

La storia è carina, niente di pretenzioso.

L’ultimo ha come punti di riferimento “la casa dei mille corpi”, “non aprite quella porta” e anche “Halloween” ed è senza ombra di dubbio il mio preferito!

Si intitola “The Slaughter House“. È ambientato nell’America anni ’60-’70,  vede come protagonisti un gruppo di hippies sulle tracce di un serial killer e una famiglia un po’ particolare con una grande casa in campagna.

(Pssst… Tra gli attori c’è Sid Haig)

Se avete 101 minuti da dedicargli, fatelo!

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