#16: Roma capoccia der monno ‘nfame

image

Roma, ah Roma!

Con questa, è la quinta volta che la visito. E, anche con tutte le sue impalcature, ristrutturazioni, finti centurioni e gente che, in pieno Agosto, ha voglia di scendere dalla macchina a semaforo rosso per gridare “…’tacci tua!” al guidatore davanti,  rimane sempre bellissima.

Ogni strada, opera, edificio trasuda storia. Tutto, anche una cosa capitata lì per caso, guadagna immediatamente fascino e bellezza.

OK. Va bene. Sono stata sedotta da “la Grande Bellezza“, dalle scenografie e da alcune verità buttate lì quasi involontariamente.

Stavolta la mia digressione mentale ha avuto origine guardando l’insegna di una strada, che recitava “via dei due macelli“.
Chissà perché si chiamava così!
C’erano effettivamenti due macelli? Magari in contrapposizione tra loro? O ognuno si occupava di cose diverse?  A che epoca risale?

Ci sono migliaia di turisti assiepati all’ombra contro i muri oppure camminano per le strade oppure sono in coda e aspettano il proprio turno per visitare il Colosseo. Tutti bevono, si sventolano con ventaglietti di fortuna e  stanno sotto ombrellini di carta in stile giapponese. I giapponesi, per tutta risposta, hanno delle visiere da far invidia ad ogni buon giocatore di baseball americano e gli americani  sfidano il sol leone con indosso solo una maglia, un paio di shorts, scarpe sportive e la loro pelle (bianchissima e riflettente). Non vedo tedeschi all’orizzonte o, se presenti, sono ben camuffati tra gli altri, rinunciando all’immancabile e sempreverde calzino bianco. In compenso c’è abbondanza di pakistani ambulanti che, alla modica cifra di un euro (due euro negli stand), ti vendono acqua ghiacciata per la strada.
Ho mangiato la frutta più cara della storia! Pesche noce a 9.90€ il kg!
Ho pagato 3 euro e rotti per una mela, una pesca ed una banana!
Pakistani affaristi!

I tassisti guidano come se sciassero, conoscono poco il pedale del freno e scivolano via sopra le strade ora evitando pedoni, ora zippando un semaforo rosso per meno di un pelo.

Ci sono le cicale che cantano nel cuore di via dei fori imperiali, c’è un buon profumo di resina, ragazzetti francesi che giocano a pallone e pochissime macchine in giro.

Quando il Sole si abbassa decido di portare Nerdy da “Storia e Magia“, proprio vicino a città del Vaticano.
Lui, che è l’uomo-in-Arancione più nerd dell’Universo, ne rimane incantato.

Ebbene, cara Roma, non esiste persona che ti abbia vista e non abbia scritto della tua meravigliosa magia. Ora anche Nero l’ha fatto!

#5 Il medioevo (all’ufficio anagrafe)

Nero: “Ci servirebbe un documento che attesti che la sottoscritta sia la VeraMadre di PiccolaPesteBubbonica (quella senza bottoni sugli occhi, per intenderci)

Signoranagrafe: “Certo, ma per ottenerlo deve attendere un giorno e mezzo.”

Nero:Come, un giorno e mezzo?!

Ecco come dal 2014, veniamo immediatamente catapultati nel 1014 D.C.
[Parte musichetta in cui si uniscono arpa e flagioletto]

Signoranagrafe: “Eh, sì. Il documento viene scritto a mano. Bisogna prendere i grandi tomi che custodiscono ogni segreto di questo piccolo paese del Sud. E solo gli eletti possono accedervi.

Nero (ancora vestita in abiti civili attuali, sbirciando verso una porta dischiusa alle spalle della donna): “Avete i monaci amanuensi, là dietro?

amanuensi

Ci sono cose che non capisco dell’Italia. No, davvero.
Non voglio indire una crociata contro il Bel Paeseh, anche perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa e nessuno lo vuole.
Però, nell’anno domini MMXIV, mi piacerebbe che i servizi di uso comune e frequente venissero snelliti. Abbiamo uno straordinario mezzo come internet, spesso usato per cazzaggiare bellamente, potremmo usarlo per dare una mano a questi poveri impiegati comunali/statali oberati di lavoro.
Sì, lo so, alcuni si siedono sul loro bel cuscino morbido, adagiandosi. Altri però si fanno un mazzo tanto, compensando anche per coloro che al massimo sul posto di lavoro timbrano il cartellino (o se lo fanno timbrare, per poi rimanere a zonzo impunemente).
Diamo una mano anche al cittadino, esonerandolo dall’accodarsi a file infinite, incoraggiandolo a non intasare gli uffici con richieste basilari (come la mia) per le quali, spesso e volentieri, si paga la bellezza di nulla!

Ecco, ti offrono il servizio gratuitamente, spendendo tempo e carta, quando invece il documento potrei richiederlo via internet inserendo i miei dati, premendo il tasto stampa et voilà!

Sarebbe possibile offrire celerissime prestazioni telematiche a costo ridotto!

Ma no. A noi italiani piace complicarci la vita, altrimenti sai che noia senza potersi lamentare?!